RAZIONALE
Il rischio cardiometabolico determina la progressione della malattia cardiovascolare aterosclerotica
(ASCVD) e influisce negativamente sulla prognosi. Il diabete mellito di tipo 2 (T2D), la malattia renale
cronica (CKD) e l'ASCVD hanno fattori di rischio comuni tra cui la resistenza all'insulina, l'ipertensione,
l'obesità e la dislipidemia.
Queste condizioni sono ancora scarsamente considerate. Pertanto, riconoscere ASCVD e malattia
renale in pazienti con disturbi metabolici e viceversa disturbi metabolici in pazienti con malattia cardio-
renale rimane una necessità tuttora insoddisfatta. Inoltre, diversi studi hanno evidenziato sostanziali
sovrapposizioni nei meccanismi fisiopatologici di queste malattie e sindromi, suggerendo che un
approccio d’intervento basato sui meccanismi può essere d’aiuto nei casi di disturbi concomitanti. Gli
interventi utilizzati per la gestione di pazienti affetti da T2D, compresi gli inibitori del co-trasportatore
sodio-glucosio 2 (SGLT-2), gli agonisti del recettore del peptide-glucagone-simile-1 (GLP-1 RA), gli
antagonisti selettivi dei recettori minerali-corticoidi (MRA), i peptidi insulinotropici glucosio-dipendenti
combinati (GIP)/GLP-1 RA hanno dimostrato effetti benefici nella prevenzione e nel trattamento della
CVD e della CKD oltre alla riduzione della pressione arteriosa e del peso corporeo.
Il nostro simposio mira a esplorare le sfide e le barriere nel riconoscere queste condizioni e nel trattare i
pazienti con comorbidità cardiometaboliche multiple. È stato concepito per promuovere un ambiente di
lavoro e di apprendimento che vada oltre i confini delle varie specialità. Infatti, questi pazienti
necessitano di un approccio completo che utilizzi una combinazione di farmaci e di terapie anche non
farmacologiche per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento.
I video saranno disponibili al termine dell’evento.